IDENTITATS (Identità)

Teatro Danza di Marionette
Spettacolo di formato medio per un attore, una marionette a filo e sei maschere. Senza parole.
Per giovani (+12) e adulti. Interiore.

L'essenza più pura della Marionetta, ci addentra in una ricerca drammatica emozionante e sorprendente della sua propria esistenza, dove questa evolve sotto diverse coreografie contemporanee, con musica elettronica, ambienti di luce e video sfondi.


Premio alla Miglior Opera Drammatica nel 2nd Nanchong (Cina) International Puppet Art Week Festival 2017 (per saperne di più sul premio)

PRIMA: 27 AGOSTO 2016


Sinossi

La marionetta metafisica. Una marionetta nuda, senza volto, nasce e muore sulla scena. Nel percorso della sua effimera esistenza, adotterà diverse maschere “larvali”, ciascuna di esse segnerà il modo di essere e di fare, assumendo così le identità che sono prefigurate da queste.

Aprire il campo della Marionetta alla ricerca contemporanea e al pubblico giovane.
Commemorando i quaranta anni di carriera, il Marionettista Carles Cañellas propone un lavoro per giovani e adulti, dove coniuga la purezza della Marionetta a Filo, con la manipolazione più accurata possibile e un’esplorazione dell'enorme capacità drammatica del pupazzo, che si muove anche sotto varie coreografie contemporanee, con musica elettronica e retroproiezioni di video-arte, fatti su misura.

IDENTITATS non è soltanto una metafora teatrale dell'attore di fronte ai ruoli che deve rappresentare durante la sua carriera, ma anche della vita stessa.

La marionetta come assoluta protagonista di un’opera innovativa, con un alto grado di complessità tecnica, nella manipolazione di una marionetta di 90 centimetri di altezza e 27 fili che manovra Carles Cañellas e che interpreta successivamente i vari personaggi segnate delle maschere che indossa. Azioni drammatiche intervallate con momenti di danza contemporanea, con coreografie create dall’ex ballerina e burattinaia Susanna Rodríguez, in cui la marionetta si muove al ritmo delle musiche elettroniche, composte ed eseguite da InnoDB. Il tutto accompagnato da retroproiezioni di video arte -video backgrounds- da Giacomo Verde, che rafforzano la loro espressività, e con un accurato disegno luci, suggestivo e pittorico, creatore di spazi ed ambienti emozionali, messo in pratica da Quico Gutiérrez.

È intenzione della proposta mostrare a un pubblico di solito lontano della marionetta, un campo che non per sconosciuto è meno interessante e che proiettandosi verso il futuro, radica direttamente nelle teorie degli sperimentatori teatrali del primo Novecento, che decidono, nei loro progetti o sogni o utopie di rinnovo teatrale, ricorrere precisamente a un oggetto obsoleto com’è la marionetta. In particolare l’inglese Edward Gordon Craig (1872-1966) e, posteriormente, il polonese Tadeusz Kantor (1915-1990) -ma si potrebbe citare anche il russo Vsevolod Ėmil'evič Mejerchol'd (1874-1940); o i tedeschi George Grosz (1893-1959), che prepara spettacoli satirici con marionette, e Oskar Schlemmer (1888-1943) della Scuola Bauhaus; o il svizzero Adolphe Appia (1862-1928), che collabora con il marionettista Otto Morach (1887-1973); e il francese Gaston Baty (1885-1952), che ha teorizzato la superiorità della marionetta sull’attore in carne ed ossa... e potremmo continuare citando altri. Il fatto è che burattini e marionette riuniscono alcune importanti caratteristiche che, soprattutto all'inizio del secolo scorso, sono state molto apprezzate negli ambienti teatrali che perseguivano obiettivi di rinnovamento o di sovversione: "Il sapore dell'Oriente e la massima disponibilità all'invenzione, l'intrattenimento satirico e il gusto per il grottesco, la rozzezza del popolare e del primitivo, e il piacere di sperimentare i materiali più insoliti, l’improvvisazione e il massimo rigore". In Catalogna ne abbiamo un esempio con gli artisti ed intellettuali che dal 1897 al 1903, si riunivano nel caffè Els Quatre Gats (I Quattro Gatti) di Barcellona, i quali si erano interessati e molto per il Teatre de Putxinel·lis (Teatro dei Pulcinella –dei burattini-) e ne scrissero testi e collaborarono disegnando scenografie, o componendo musica per opere di teatro di burattini.
Alcuni di questi autori si riferiscono al saggio, prezioso e precursore, che il drammaturgo tedesco Heinrich von Kleist (1777-1811), pubblicò nel 1810, "Über das Marionettentheater" ("Sul Teatro delle Marionette"), rivolgendosi agli artisti delle Arti Sceniche e soprattutto ai ballerini, nella convinzione che questi dovrebbero essere principalmente quelli che frequentassero gli spettacoli di marionette.

SCHEDA ARTISTICA

Autore, Regia, Disegno e Costruzione: Carles Cañellas
Coreografia e Costumi: Susanna Rodríguez
Musica Elettronica ed Effetti: InnoDB
Illuminazione: Quico Gutiérrez
Video Arte: Giacomo Verde


VIDEO PROMO

FRAGMENTS d'IDENTITATS Frammenti dello spettacolo


VIDEO DOCUMENTARIO

LE IDENTITÀ DELLA MARIONETTA Documentario sullo spettacolo, sottotitolato in italiano


THE IDENTITIES OF THE MARIONETTE Documentario sullo spettacolo, sottotitolato in inglese


LAS IDENTIDADES DE LA MARIONETA Documentario sullo spettacolo, sottotitolato in spagnolo


LES IDENTITATS DE LA MARIONETA Documentario sullo spettacolo nella sua versione originale in catalano


DOSSIER

Dossier IDENTITATS Download dossier dello spettacolo


SCHEDA TECNICA

Scheda tecnica IDENTITATS Download Scheda tecnica dello spettacolo


IMMAGINI*

IDENTITATSrocamorateatre.zip Download ZIP fotografie

*Queste immagini si possono usare liberamente per la promotion di Rocamora Teatre e le sue attività, facendo i necessari riferimenti. Ogni altro uso è strettamente limitato e soggetto alle leggi sul copyright.

FESTIVAL

XIX FESTIVAL INTERNACIONAL DE TEATRO DE TÍTERES, OBJETOS Y VISUAL. TEATRO ALHAMBRA.
GRANADA. SPAGNA

2nd INTERNATIONAL PUPPET ART WEEK FESTIVAL.
NANCHONG. CINA

II FEIRA DE TEATRO DE BONECOS E FORMAS ANIMADAS.
FAFE. PORTOGALLO

CRITICA

IDEAL di GRANADA. 2 giugno 2017. TEATRO / CRITICA. ANDRÉS MOLINARI

TANTI FILI QUANTO MUSCOLI

Senza dubbio il festival di marionette di quest'anno passerà alla storia come uno dei migliori per densità della qualità e scelta della varietà. Nel periodo finale di questo festival, guardando indietro, ci ricordiamo di aver visto spettacoli con oggetti, con pupazzi a manubrio, grandi scenari traboccanti di cose, palcoscenici quasi vuoti. Sembra che il Teatro Alhambra tenti di risarcirci con i suoi pupazzi di una stagione piuttosto povera di attori, soprattutto nella quantità.

Dalla Catalogna è arrivata questa piccola meraviglia fatta di un uomo con il suo pupazzo di legno articolato. Una storia perfetta che va dall'accattivante al sorprendente. Della nascita della marionetta che esce dalle contrazioni di un sacco rosso, quasi un utero tessutale, fino alla sua morte e sepoltura in un sacco nero, bara con l'apparenza di un sacco per concime. Di intelligenza esemplare è la trasposizione dei caratteri classici in maschere intercambiabili sulla testa senza espressione e senza volto della marionetta. Carles è un marionettista di “annata” in una scenografia contemporanea. La sua tecnica barocca e rischiosa si fonde con cura ed eleganza in una scena animata da continue proiezioni astratte e da un'insistente musica reiterativa sempre in linea con il carattere o la "identità" del personaggio manipolato. Migliaia di fili collegano le sue mani con il corpo del pupazzo. Tante corde sottili quasi quanti i muscoli che muovono l’omino di legno e bianco-sporco. Queste sottilissime corde sono come cordoni ombelicali, mai rotti, tra il creatore e la sua creazione, così che il manipolatore si trasforma in attore e godiamo del dialogo senza parole tra i due personaggi sul palco. Carles riesce a fare in modo che il pupazzo voli, goda, si arrabbi e prenda a calci il suo dio, soffra di tedio, si trascini sottomesso e persino accenni ad una danza di flamenco. L’eccesso di fili a volte provoca che alcuni si intreccino con altri, ma la correzione che il burattinaio fa senza scomporsi richiama la necessità che abbiamo sempre, come esseri umani, dell'aiuto di quella mano amica, tanto rimpianta, per risolvere i nostri “garbugli”. Felice quel pupazzo che conta sulle mani e l’intelligenza di Carles per sapere quale volto indossare in ogni istante, quale giuntura muovere in armonia e quale errore correggere in tempo con il semplice passaggio di un filo da lì invece che da qui.

SCHEDA
> Spettacolo: Identitats
> Compagnia: Rocamora Teatre
> Creazione: Carles Cañellas
> Teatro: Alhambra, il 27 maggio 2017


RASSEGNA STAMPA

IDENTITATS (Identità)

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